Droni con gps: come sono fatti, da quali parti sono costituiti

Tutti parlano di droni, soprattutto ultimamente. In realtà pochissimi sanno davvero di cosa si stia parlando quando si parla appunto di droni. Vediamo allora quali sono le parti fondamentali di cui è costituito un drone con gps.

Anzitutto c’è una vera e propria struttura portante che si chiama telaio (frame). Su di essa sono fissati i motori, il carrello e l’eventuale supporto per la telecamera, nei modelli per i quali è prevista. Esiste poi una scheda di controllo (flight controller) che lavora come un cervello per il drone. Le schede possono essere di diverso tipo: KK, MultiWii, Ardupilot, Naza. Ma la scheda può e riesce a lavorare correttamente soltanto quando è supportata da altri strumenti di controllo. Tra questi ci sono ad esempio l’accelerometro che serve per registrare e comunicare i reali movimenti del drone alla scheda di controllo. C’è anche il giroscopio che aggiunge maggiori dettagli per completare le informazioni trasmesse dall’accelerometro. Ma esiste anche un vero e proprio barometro digitale, in grado di rilevare con precisione ogni variazione della pressione atmosferica. In questo modo si può sempre sapere a quale altitudine stia viaggiando il drone.

Sempre per regolare l’orientamento del drone nello spazio, c’è anche una bussola digitale. L’idea di base è quella di una bussola classica che indica i punti cardinali. In più però c’è un funzionamento digitale, che quindi le consente di funzionare non tramite un ago calamitato bensì grazie ad un magnetometro.

Il drone con gps, poi, ha anche ovviamente un gps, che consegna e rileva tutte le informazioni rispetto agli spostamenti del drone. Inoltre fa sì che possa raggiungere una meta stabilita senza difficoltà, comprendendo quale direzione deve prendere per raggiungerla. Ovviamente al drone è poi collegato un radiocomando, indispensabile per trasmettere al drone stesso i comandi rispetto alla direzione e ai movimenti che deve compiere.